Ottimizzare la tua lista email: perché e come farlo

Ottimizzare la tua lista email: perché e come farlo

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Quanto tempo dedichi alla scrittura di un email, e quanto invece ad ottimizzare la tua lista di contatti?

Niente paura: se tu mi avessi fatto la stessa domanda un paio di anni fa, cadendo dalle nuvole ti avrei chiesto “ma perché… le liste si ottimizzano?”

Sì, le liste si ottimizzano, e dedicare loro del tempo può aiutarti a raggiungere due obiettivi:

  • migliorare la reputazione del tuo dominio
  • migliorare le performance delle tue email

In questo post vorrei darti tutti gli strumenti per raggiungere questi due importanti obiettivi.

Ma prima, occorre definire brevemente due concetti essenziali: la reputazione del dominio e la deliverability.

Grafico barriere all'email marketing efficace
Per il 54% degli intervistati, l’efficacia di una campagna di email marketing dipende dalla qualità della lista email (Fonte: Econsultancy)

Più è alta la reputazione, più verrai letto

Possiamo immaginare la reputazione di un dominio come la solvibilità di un cliente per una banca.

Se restituisci i finanziamenti, e paghi le rate alla scadenza, per le banche sei un cliente solvibile, al quale difficilmente rifiuteranno nuove richieste di credito.

Lo stesso meccanismo regola la reputazione del dominio tra i server: se all’invio di ogni newsletter gli utenti interagiscono con il tuo contenuto e non ti contrassegnano come spam, la reputazione del dominio aumenta e i server dei destinatari accettano più volentieri il tuo messaggio.

Come si calcola la reputazione? È un punteggio da 1 a 100 e, più è alto, più le tue email avranno la possibilità di arrivare in posta elettronica bypassando i filtri antispam.

Tecnicamente questo concetto prende il nome di deliverability. 

Tool-Time

tool

Misura subito la reputazione del tuo dominio con questi due tool:

Una lista ottimizzata aumenta reputazione e deliverability

Una lista email non profilata, ovvero ricca di indirizzi non interessati ai tuoi contenuti, mina la credibilità del tuo dominio e di conseguenza la tua capacità di arrivare nella casella di posta del destinatario.

Quindi, a rigor di logica, meglio pochi contatti ma targettizzati, piuttosto che migliaia di email non profilate, o peggio ancora, acquistate (in questo articolo ti spiego perché comprarle sono soldi buttati).

vantaggi nell'ottimizzare una lista email
Ottimizzando la lista email aumenti deliverability ed efficacia delle tue campagne (Fonte: Mailchimp)

La pratica: come si ottimizza un database di email?

Definita l’importanza di una lista email in salute, passiamo alla parte concreta: come valutare la bontà di un database di email? E come aggiustarlo e ottimizzarlo?

Attraverso due attività:

  • l’analisi degli errori di invio
  • la gestione degli utenti inattivi

Scopriamo insieme in cosa consistono e come svolgere queste attività correttamente.

Errori di invio: perché si generano e come interpretarli

Dopo aver inviato un email, il server del destinatario inizierà a studiare l’affidabilità del tuo dominio. Il risultato consiste in questi 3 possibili scenari:

  1. Soft bounce: l’email non raggiunge il destinatario perché il server è provvisoriamente occupato. L’invio verrà ripetuto nelle prossime 72 ore.
  2. Hard bounce: il server del destinatario respinge la tua email perché l’indirizzo è inesistente, oppure perché ci sono errori nel contenuto
  3. Email inviata: il messaggio è stato giudicato affidabile ed è arrivato al destinatario

Nel caso in cui il messaggio non venga recapitato (punto 1 e 2) o – ancor peggio – venga contrassegnato come spam dall’utente abbiamo un chiaro segnale: il server/utente non vuole più ricevere email da te.

Di conseguenza ogni ulteriore invio a questi indirizzi, oltre che inutile, sarebbe nocivo per la reputazione. Per questo ti consiglio di spostarli tra i disiscritti.

Utenti inattivi: prova a coinvolgerli di nuovo

Per quanto possiamo sforzarci nel creare contenuti di qualità e nel raccogliere lead profilati, è normale in ogni lista riscontrare una percentuale di utenti non inattivi.

Questo però non ci deve far abbassare la guardia. È importante infatti sapere che le mail mai aperte (greymail) hanno un’influenza negativa sulla deliverability

Quindi cosa farne di questi indirizzi? Andranno anche questi disiscritti? Non ancora.

Ecco gli step che consiglio:

  1. lancia una campagna di riattivazione: manda agli utenti inattivi un email in cui gli rinnovi i vantaggi che avranno nell’iscriversi, più un link grazie al quale potranno reiscriversi;
  2. disiscrivi gli utenti che non cliccano: a questo punto il segnale è chiaro. Questi utenti non ricordano chi sei, o non sono più interessati ai tuoi argomenti. A questo punto puoi disiscriverli tranquillamente.

Conclusione

Perché dedicare del tempo all’ottimizzazione della tua lista contatti? Riepilogo brevemente tutti i vantaggi:

  • aumenti la reputazione del tuo dominio
  • aumenti la possibilità di evadere filtri antispam arrivando direttamente nella posta in arrivo dei tuoi destinatari (deliverability)
  • diminuisci i rimbalzi (bounce)
  • aumenti l’efficacia delle tue campagne di email marketing

Basta a convincerti? 🙂

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